VIGNETO

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"La biodinamica anima la terra e le piante. L'uomo è custode e tutore. Vive un vigneto intelligente." 

La vigna radica su un terreno sabbioso-limoso, qui le uve lambrusche trovano la loro massima espressione. Viene allevata, con cura, dalla potatura alla raccolta, con operazioni manuali.

Seminiamo il sovescio in autunno a filari alterni, questo poi a primavera inoltrata viene tagliato e seminterrato come concimazione. Durante la stagione estiva, grazie alla vitalità dei terreni, non vi è la necessità di irrigazione dei vigneti.

In autunno e primavera agiamo in campo con i preparati biodinamici, per un’agricoltura rigenerativa.

 CANTINA

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"Ecosistema cantina. La materia prende forma e sostanza. La sostanza diventa processo." 

L’obiettivo è portare in cantina delle uve sane e vive, in questo modo serve solo accompagnare il prodotto durante la vinificazione senza alcun intervento enologico. Non si usano lieviti selezionati o filtrazioni, e nessun tipo di coadiuvante enologico.
L’enologo è visto un pò come un medico di base: siamo tutti contenti che ci sia, ma lo chiamiamo raramente.

I vini sono espressione delle complessità agricola, non sono il risultato di una semplice tecnica agronomica o enologica, ma il frutto di un sistema vivente che ne potenzia l’espressività e la profondità.

“La Biodinamica è potenzialmente una musica che fa cantare la nostra terra attraverso i prodotti che ne derivano.”

 GHIACCIAIA

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"Qui silenzio e buio. Qui la temperatura non ha stagione. Qui la luna." 

Una collinetta spezza la pianura emiliana, ispirata a una ghiacciaia originale del ‘600. Realizzata tutta in cemento, 16 metri di diametro, altezza al vertice massimo 3 metri. Poi ricoperta dalla nostra terra.

Garantisce buio, silenzio assoluto e temperatura costante, condizioni ideali per il vino. Sulla collina sorgono diversi noccioli e aceri, che ombreggiano e contribuiscono a mantenere il fresco d’estate.

 VINI

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BIANCO

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Il Bianco nasce da quattro filari, frutto di una selezione massale di una antica tenuta dei colli bolognesi. La botte di acacia dá morbidezza nel rispetto massimo del vitigno. Un vino ampio che non sembra appartenere a questa pianura. La nostra interpretazione del grechetto gentile.

Varietà: Grechetto gentille (100%). 

 
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PRIMO

ROSSO - RIFERMENTATO

Il primo progetto di cantina. Nasce da viti di un clone antico di Salamino di S.Croce, dal grappolo compatto e allungato.
Abbiamo voluto preservare le caratteristiche del vitigno, che qui si fa apprezzare per la sua beva facile ed immediata. Un vino per una tavola informale con un menu tipicamente emiliano.

Varietà: Salamino di S.Croce (100%). 

 
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PERFRANCO

ROSATO - RIFERMENTATO

In ricordo dei ritrovi ai circoli di paese di Gianfranco Bergianti, nasce il Perfranco. Nasce da viti di un clone antico di Salamino di S.Croce, dal grappolo compatto e allungato. Vino fresco e agrumato, dai sentori di pompelmo rosa, che esce dai canoni classici del vitigno.

Varietà: Salamino di S.Croce (100%). 

 

SAN VINCENT

ROSATO - RIFERMENTATO

Il nome nasce da un viaggio in Francia, nelle terre dello Champagne, durante la festività del patrono delle vigne e vignaioli. Da un clone antico di uve lambrusche Sorbara ne deriva un vino dalla spiccata acidità e sentori di lampone salato.

Varietà: Sorbara (100%).

 
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ROSSO

ROSSO - METODO CLASSICO

La nostra interpretazione del lambrusco salamino di Santa Croce. Vivace con una buona acidità si lascia apprezzare soprattutto dopo un lungo affinamento sui lieviti. Richiama una nuova boccata di cibo.

Varietà: Salamino di S.Croce (80%), Sorbara (20%).

 
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FINE

ROSATO - METODO CLASSICO

Nonostante i terreni siano al di fuori della denominazione DOC del Sorbara, qui il vitigno trova il suo terreno ideale, la sabbia ed il limo ne esaltano le caratteristiche. Riteniamo che il Sorbara sia il vitigno ideale per la vinificazione champenoise. Un lungo affinamento sui lieviti, da origine a un vino divertente, dalla bolla fine e persistente.

Varietà: Sorbara (100%).

 
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RISERVA

BIANCO - FERMO

La Riserva nasce da una buona annata che maritava una etichetta speciale. L’assaggio ci ha fatto sognare un galletto al forno.

Varietà: Grechetto gentille (100%). 

 

2013.

Chi ben comincia è a metà dell’opera.

Prima annata di produzione. Nella notte del 31 Agosto una grandinata ha compromesso quasi la totalità della produzione. Il 4 Settembre abbiamo finito di vendemmiare per salvare la poca uva rimasta. Qui nascerà il Rosso solo da uve Salamino.

2014.

Più malolattica per tutti.

Annata piovosa e mediamente fresca. Le uve e le basi in cantina non erano entusiasmanti. Il tempo e l’evoluzione in bottiglia, hanno dato risultati sorprenderti. Prima annata del Fine, Primo e Bianco.

2015.

Con una annata cosi tutti buoni a fare biologico.

Una primavera ed estate calde hanno reso semplice il lavoro in vigna. Vendemmia buona sia in qualità che quantità. Vini caratterizzati da una elevata acidità che hanno inibito la fermentazione malolattica.

2016.

Anno bisesto anno funesto.

L’annata equilibrata, ha portato la gioia della nascita del Perfranco e basi speciali per le altre etichette.

2017.

«Il cambiamento climatico? Non esiste». D. Trump

Annata particolarmente secca che ha prodotto basi alcoliche molto alte. Per nostra filosofia di vino, si è scelto di andare in bottiglia solamente con il Bianco, e nasce il San Vincent.

2018.

Le “bombe d’acqua” che si protraggono tutta primavera ed estate, insieme al caldo intenso, hanno permesso alla peronospora di banchettare con le nostre uve. Dalla scelta accurata delle uve, ne derivano basi di poca quantità ma di alta aspettativa.